category: amore, racconti, concorso di emozioni
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La sua pelle era calda sotto le dita, morbida e rilassata dal sonno.
Lui la sfiorò con delicatezza, seguendo la curva del fianco e poi salendo lungo la schiena; dita lievi per non svegliarla, o forse con l'intento contrario.
La sera prima avevano litigato e lei era pronta ad uscire per sempre dalla sua vita, aveva detto singhiozzando prima di addormentarsi. Lui era rimasto a guardarla fino a quando lei aveva esaurito tutte le parole di rabbia e dolore, poi l’aveva presa tra le braccia e si erano addormentati così, stanchi e svuotati.
Lei era ancora immobile su un fianco, così come era rimasta dopo le sue carezze mute e ora lui si era svegliato e lei gli mancava: buffo… pensò. … mi manca ed è qui con me…
Lei si mosse leggermente e lui si bloccò, come in un ascolto interiore: nessun cambio di ritmo nel respiro.
Ricominciò con la sua esplorazione e si avvicinò con il corpo a quello di lei.
L'effetto fu immediato e le dita si mossero di conseguenza, seguendo sentieri già noti e scaldandosi nel percorso.
Lei era immobile, ma il respiro ora sembrava cambiato: era come sospeso e molto reale. Lui pensò che si fosse svegliata alle sue carezze.
Si fermò un secondo, poi proseguì con carezze sempre più audaci. Ora era sicuro: lei tratteneva il respiro.
Sorrise nel buio e andò oltre. Oltre le barriere e i punti fermi. Andò fino in fondo alla strada mentre lei fingeva un risveglio tardivo, offrendosi poi in una collaborazione molto attiva, questa non finta.
Dopo la prese e la tenne stretta come avesse timore di una sua fuga.
L'alba si alzò presto e li trovò ancora insieme.
Per quanto ancora? si chiese lui.























