venerdì, 26 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 11:52
category: pensieri, vita, diario
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Sto facendo una cosa che non dovrei mai fare: mi sto rileggendo.
Rovisto tra 'poesie' e vecchi pensieri, tra calzini e maglie colorate, tra pioggia e sorrisi.
Ma non dovrei, ci sono cose che sarebbe meglio non ricordare. O forse no.
I ricordi fanno anche bene, no? ... credo...

E, come spesso mi accade quando mi cerco tra i miei blog, ho un sussulto: spero che a splinder non capiti niente perché qui ci sono quattro anni miei

venerdì, 19 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 16:34
category: pensieri, diario, foto, argomenti
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Fino a un minuto fa ero senza parole di fronte a questo spettacolo, ora la voce me la toglie questa notizia:
su Repubblica e su Punto Informatico.

Non aggiungo altro.

mercoledì, 10 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 17:11
category: amore, racconti, frammenti
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"Mia moglie non capirebbe" disse lui prendendole la mano e portandosela al viso in una carezza che sapeva di consuetudine ma non di scontato.
Lei lo guardò negli occhi e lui sentì che era d'accordo con la sua frase, poi le disse:
"Scusa la mia interruzione. Finisci di raccontare..."
"Prima bevi il tuo caffè" disse lei versando il liquido scuro nella tazzina azzurra, quella che era riservata a lui. Gliela porse e gli sfiorò la mano e poi salì a toccargli la spalla e il collo mentre lui beveva e si scaldava l'anima.
E poi lei parlò, forte e sicura, e parlava ancora mentre il sole scendeva dietro il lago e sbiadiva i colori fuori dalla finestra.
Lui si riscosse all'improvviso. Guardò l'orologio d'oro, un regalo della moglie, e sussultò:
"... tardissimo... è meglio che vada."
Lei gli accarezzò il volto prima che lui si alzasse dal tappeto dove era seduto, ai suoi piedi.
Lui si sistemò gli abiti, la guardò e le disse:
"Vuoi che ti sposti la carrozzina davanti alla finestra, così mi puoi guardare mentre vado via?"
Lei assentì in silenzio, forse aveva consumato tutta la voce per raccontargli la storia, e lui si chinò a baciarla.
"A domani, amore" le disse lui in mezzo ai capelli.
"A domani" rispose lei sorridendo.
Dalla porta lui si voltò e disse:
"No, non capirebbe cosa provo a stare con te, anche solo ascoltando la tua voce e le tue storie. Se fosse per sesso, quello sì lo capirebbe. Ma questo... questo no" disse prima di chiudere la porta e tornare nel mondo.

martedì, 02 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 15:23
category: pensieri, vita, frammenti
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"La vita è strana".
"E anche una gran puttana" disse Mary accendendosi la terza Lucky della mattina. Guardò Dolores negli occhi e aggiunse:
"Chiede sempre un prezzo troppo alto e non fa neanche quello che le chiedi. Una grandissima puttana, sì".
Dolores annuì in silenzio. Quando Mary parlava così non osava interromperla. Le mutande, però, le davano fastidio e le sistemò con una mano muovendo il culone sulla sedia.
"Certi giorni" proseguì Mary "hai solo voglia di prendere a calci questa palla su cui viviamo e quando lo fai il piede ti fa così male che per un attimo dimentichi l'altro male, quello dentro... ma il sollievo dura un attimo. Certe volte quell'attimo è l'unico momento bello della giornata" e mentre diceva così Mary buttò a terra il mozzicone e lo schiacciò con la suola dei sandali che anni prima erano rossi. Si guardò le unghie dei piedi e rimase ferma un attimo, come sospesa.
Dolores fece altrettanto e disse: "Dovresti farti il pedicure".
Poi si alzarono per tornare al lavoro. Dolores sistemò di nuovo le mutande e pensò: dovrei proprio comprarmene di nuove... queste tirano troppo...

lunedì, 01 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 16:07
category: pensieri, nonsense
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Allungo le gambe, alzo le braccia e mi stiro inarcando la schiena.
Il nulla mi circonda, nel giorno di pensieri e decisioni.
Mi lascio avvolgere nel bozzolo del pomeriggio, con le ombre che s'infiltrano tra i rami del platano.
Sole, residuo d'estate, e vecchie foto di paesaggi innevati e scritte che danzano nella loro assurda prepotenza: mostrarsi troppo non è bene, disse il vecchio eremita guardando l'abito che rivelava anche il mai immaginato.
Un titolo è come una ragazzetta sciocca che non sa che il fascino è ben altro che scoprire un seno di plastica e cosce da spinning. Un titolo fa molto di più e rivela ciò che ognuno vuole sentire: tristezza e orrore, ma anche gusto dell'orrido e compiacersi delle ferite altrui.
Ma alla ragazzetta questo non interessa: il fine è il fine ma non la fine, si disse scoprendo ancor più le gambe, e se la fine è il mezzo, la verità dove sta?