lunedì, 31 dicembre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 15:31
category: pensieri, diario
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Un anno sorprendente... no, questo lo scrissi già nel 2005.
Un anno magico. No, sembra banale.
Un anno unico. Beh, tutti lo sono, no?
Un gran bell'anno, questo 2007.
Sorprese ne ho avute tante, e tutte inattese.
Iniziando con la collaborazione a Manuale di Mari, al Concorso di Emozioni 2007 (ricordo a tutti che è già partito il Concorso di Emozioni 2008)  e successiva pubblicazione dell'Antologia omonima, e proseguendo con un'attività nuova che non avrei mai pensato di poter fare e terminando con la pubblicazione del mio libro (qui manca il link, lo so, ma per ora non mi sento di metterlo. Scusatemi), credo che questo 2007 sarà irripetibile per contenuti e soddisfazioni, ma certo nella vita non si può mai sapere cosa ci accadrà, perciò non mi vieto di attendere altre belle novità.
Un brindisi a tutti noi

lunedì, 12 novembre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 13:50
category: pensieri, diario
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Dopo mesi passati così, sul tetto della mia cuccia, battendo questi tasti neri, tanto noti che ormai potrei anche scrivere al buio e a volte lo faccio, oggi mi sono svegliata improvvisamente e ho sentito che sono così

su di giri e 'gasata'. Non ancora frizzante come un buon Prosecco, ma quasi. Forse inizio a rendermi conto della cosa... ho detto forse...

venerdì, 26 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 11:52
category: pensieri, vita, diario
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Sto facendo una cosa che non dovrei mai fare: mi sto rileggendo.
Rovisto tra 'poesie' e vecchi pensieri, tra calzini e maglie colorate, tra pioggia e sorrisi.
Ma non dovrei, ci sono cose che sarebbe meglio non ricordare. O forse no.
I ricordi fanno anche bene, no? ... credo...

E, come spesso mi accade quando mi cerco tra i miei blog, ho un sussulto: spero che a splinder non capiti niente perché qui ci sono quattro anni miei

venerdì, 19 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 16:34
category: pensieri, diario, foto, argomenti
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Fino a un minuto fa ero senza parole di fronte a questo spettacolo, ora la voce me la toglie questa notizia:
su Repubblica e su Punto Informatico.

Non aggiungo altro.

martedì, 21 agosto 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 17:38
category: pensieri, diario, nonsense
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Indecisa se postare due righe che sputano grigiore o una quasipoesia di allegra incoscenza, non posto nulla perché il nulla è più adatto a questo indolente e trascinato pomeriggio di pioggia e aria vaga, dove la pioggia scende dal cielo e l'aria vaga è opera mia.
Difficile scindere. Nel dubbio meglio non far nulla.
E io, quello faccio. Nulla. Vaga-mente vagando con la mente.

 

giovedì, 26 luglio 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 16:03
category: pensieri, diario, nonsense
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Sdraiata con molle rilassatezza... pleonastica? sì, a volte mi piace esserlo.
Ovvio, quando non sono criptica, cosa che mi capita spesso, anche più di pleonastica.
Allora... ero sdraiata in quella molle rilassatezza che deriva dal non aver lasciato lavori inconclusi e perciò, dall'essere in pace.
Per mesi ho viaggiato con parole da correggere anche quando non avevo materialmente i fogli con me. Una sensazione di peso, un impedimento al volo libero, un intralcio ad altri pensieri e a nuove parole.
Stavolta no, nessun lavoro rimasto a metà. Perfetto o no il lavoro è spedito, ed è incredibile come mi sento leggera e in pace.
Avevo la compagnia di un noir. Dopo anni di serial killer psicotici, ora sembra che il noir mi insidi in ogni modo possibile, come a ricordarmi che la mia prima idea di romanzo, qualche anno fa, era proprio di questo genere, se genere si può ancora dire.
Ho voglia di nonsense, di quel lasciar snocciolare parole insulse a gruppi informi, e scrivere vagando tra nuvole e nomi di venti.
Mi sarebbe piaciuto chiamarmi Andrea. Pur indossando gli stessi reggiseni che ho ora, ovvio. Mi piacciono, li ho scelti con cura, perché abbandonarli per dei boxer parigamba? Perciò Andrea dando valore alla a finale. Mi sarei fatta precedere da insospettabili biglietti da visita e avrei poi stupito il mio interlocutore che si attendeva un ingegnere in abito formale, facendogli scoprire un'Andrea molto glamour.
Avrei vagato in stradine di pietra e mi sarei fermata negli angoli spazzati dalla tramontana mentre la gonna di chiffon infuriava intorno alle mie gambe. L'aperitivo in piazzetta mentre il cielo dà risalto alla facciata della chiesa e i gabbiani volano in cerca di nonsense pure loro.
Il rumore del mare laggiù e il colore blu dentro me. Leggerezza e contraddizione nella cripta delle parole sussurrate.
A volte scrivo in poesia anche se poesia non è. Ed è strano, per me che poetessa non sono.
Vorrei esser prosaica. Che buffa parola, eh? Pro-sai-ca. Tipo una pillola antidepressione. Oppure una compressa che de-comprime. Che buffe le parole! Si combinano e scombinano a piacer loro.
E che buffe le persone! anche loro si combinano e a volte scombinano altre persone...
Vabbè, basta. Per oggi mi sono mollemente rilassata abbastanza.
Raccolgo i miei pizzi e il mio chiffon a vado in piazzetta. Mi sembra che sia quasi l'ora. E se non lo fosse, mi siederò là ad aspettare senza superfluo pleonasmo, in silenzioso blu.

domenica, 01 luglio 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 12:00
category: pensieri, diario, nonsense
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La verità è che non ho la mente libera per scrivere.
Troppe cose dentro di me e un solo pensiero fisso: terminare presto (che ormai tanto presto non è più) questo lavoro.
Immagino di terminarlo e di fermarmi un attimo a guardare questo schermo, prima di dare l'invio e fare sparire tutto da qui, da dove lo sento come un peso.
Come starò dopo?
Mi sentirò molto leggera, penso. Leggera e svagata, con il mio sacchetto di virgole in mano e la merenda in tasca. Camminerò a piedi nudi sull'erba e ascolterò i raggi del sole colorarmi le spalle.
Sarà bellissimo.
Ora, però, è meglio che io smetta di sognare e mi rimetta subito all'opera.

 

domenica, 13 maggio 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 14:48
category: pensieri, diario, concorso di emozioni
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... a volte non è male: aiuti le persone a sorreggere le cose, fornisci un punto d'appoggio e non le fai cadere, insomma ti rendi utile.
E' bello sapere di essere utile a qualcuno anche se poi ti trovi a vedere sempre solo il pavimento e qualche paio di scarpe spesso molto scomode.
Se poi rivolgi gli occhi in su puoi anche vedere un fondo di bicchiere, il palmo di una mano e... un libro! Certo, del libro, invece delle pagine e delle parole che vi sono scritte, ti trovi a vedere solo la copertina... d'altronde un tavolino mica sa leggere, no?
Perciò, di che ti lamenti, buffo esemplare di quadrupede dalle gambe poco tornite?
Contentati di essere stato notato per un istante. Una simile fortuna non capita spesso.
Alcuni esseri umani non hanno questa fortuna in tutta la loro vita e a te, invece, è già capitato anche questo.
Una mano ti splovera mentre ripone il libro e il bicchiere si solleva in un brindisi insperato.
Torino è anche questo: tavolini e sorrisi nella confusione di carta.
 
Agli amici presenti un abbraccio e l'augurio di trovare sempre un tavolino quando serve. A chi non c'era... beh, si è perso una cosa che nemmeno la MisterCard può comprare

Per acquistare l'antologia seguire questo link

lunedì, 07 maggio 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 15:31
category: pensieri, diario
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Dietro le palpebre
il sole è calore rosso,
sorprendente
come una mano
che ti prende
in un pomeriggio
qualunque.

Occhi chiusi
a eliminare
influenze e influssi,
gli altri sensi sollevati
al cielo e al vento.
Sulla pelle alternanza di colori
nel volgere delle ore
e dei giorni sospesi
in un mondo che non c'è.

domenica, 29 aprile 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 17:11
category: pensieri, diario
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La strega con i capelli viola borbottò tra sé.
Detestava preparare le valigie. Tutta quella roba da piegare e sistemare e alla fine la valigia non si chiudeva mai.
Avrebbe voluto essere come Heidi e indossare tutti i vestiti, uno sull'altro.
Se avesse avuto ancora quelle gonne lunghe e larghe che indossava una volta, allora forse... ma ormai indossava solo jeans e si sa,  sotto i jeans ci sta poco, solo uno di quei cosini leggeri... vabbè, quelli, e null'altro.
Piegò una camicia trasparente come una nuvola, che per fortuna era già stropicciata, ora si usavano questi tessuti finto-usato-sgualcito che erano una manna per una strega che preferiva il cucchiaio miscelapozioni all'uso del ferro da stiro.
Ecco, lo sapeva! La valigia non si chiudeva. Aprì di nuovo e rimase a guardare il mucchio di cose colorate e poi ne prese fuori alcune... tanto alla fine, non serve tutta 'sta roba... si porta solo avanti e indietro, su e giù per la penisola... poi ne tolse altre ancora finché giudicò la valigia perfettamente chiudibile, se così si può dire. Lasciò l'indispensabile: un blocco di carta a quadretti (come si scrive bene nei quadretti, avete notato?) e i libri, chiaro, quelli mica si possono lasciare a casa, e poi aveva preso i racconti di Carver e le sembrava già di poter scrivere in quello stile asciutto ed essenziale, come bastasse leggere per poter poi scrivere bene... potenza della mente che ci fa credere cose inesistenti... la penna l'aveva in borsa... e poi? che altro? infradito, ovvio (la strega detestava anche le scarpe: i suoi piedi desideravano avere possibilità di respiro, senza costrizioni, proprio come i suoi pensieri...), e la camicia finto usato, questa mi sta da dio, mica posso lasciarla a casa, no?
Bene, sono pronta, pensò la strega. Viaggiare leggeri è sempre la cosa migliore.
Uno sguardo a ciò che si lascia e un pensiero a chi resta.
 La strega spense la luce, e pensò che era un vero peccato: senza luce si perdevano i riflessi viola...