mercoledì, 10 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 17:11
category: amore, racconti, frammenti
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"Mia moglie non capirebbe" disse lui prendendole la mano e portandosela al viso in una carezza che sapeva di consuetudine ma non di scontato.
Lei lo guardò negli occhi e lui sentì che era d'accordo con la sua frase, poi le disse:
"Scusa la mia interruzione. Finisci di raccontare..."
"Prima bevi il tuo caffè" disse lei versando il liquido scuro nella tazzina azzurra, quella che era riservata a lui. Gliela porse e gli sfiorò la mano e poi salì a toccargli la spalla e il collo mentre lui beveva e si scaldava l'anima.
E poi lei parlò, forte e sicura, e parlava ancora mentre il sole scendeva dietro il lago e sbiadiva i colori fuori dalla finestra.
Lui si riscosse all'improvviso. Guardò l'orologio d'oro, un regalo della moglie, e sussultò:
"... tardissimo... è meglio che vada."
Lei gli accarezzò il volto prima che lui si alzasse dal tappeto dove era seduto, ai suoi piedi.
Lui si sistemò gli abiti, la guardò e le disse:
"Vuoi che ti sposti la carrozzina davanti alla finestra, così mi puoi guardare mentre vado via?"
Lei assentì in silenzio, forse aveva consumato tutta la voce per raccontargli la storia, e lui si chinò a baciarla.
"A domani, amore" le disse lui in mezzo ai capelli.
"A domani" rispose lei sorridendo.
Dalla porta lui si voltò e disse:
"No, non capirebbe cosa provo a stare con te, anche solo ascoltando la tua voce e le tue storie. Se fosse per sesso, quello sì lo capirebbe. Ma questo... questo no" disse prima di chiudere la porta e tornare nel mondo.

martedì, 02 ottobre 2007
aromatizzato da zenzerocandito @ 15:23
category: pensieri, vita, frammenti
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"La vita è strana".
"E anche una gran puttana" disse Mary accendendosi la terza Lucky della mattina. Guardò Dolores negli occhi e aggiunse:
"Chiede sempre un prezzo troppo alto e non fa neanche quello che le chiedi. Una grandissima puttana, sì".
Dolores annuì in silenzio. Quando Mary parlava così non osava interromperla. Le mutande, però, le davano fastidio e le sistemò con una mano muovendo il culone sulla sedia.
"Certi giorni" proseguì Mary "hai solo voglia di prendere a calci questa palla su cui viviamo e quando lo fai il piede ti fa così male che per un attimo dimentichi l'altro male, quello dentro... ma il sollievo dura un attimo. Certe volte quell'attimo è l'unico momento bello della giornata" e mentre diceva così Mary buttò a terra il mozzicone e lo schiacciò con la suola dei sandali che anni prima erano rossi. Si guardò le unghie dei piedi e rimase ferma un attimo, come sospesa.
Dolores fece altrettanto e disse: "Dovresti farti il pedicure".
Poi si alzarono per tornare al lavoro. Dolores sistemò di nuovo le mutande e pensò: dovrei proprio comprarmene di nuove... queste tirano troppo...

lunedì, 05 giugno 2006
aromatizzato da zenzerocandito @ 14:25
category: pensieri, frammenti
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Poesie a colazione, non mi capita mai.
Assorta nella lettura, un rumore mi fa sussultare, come fossi spiata, sento un occhio che mi osserva e mi scruta, cercando di cogliere somiglianze, ma credo non sia possibile.
Se mi leggo, io so chi sono.
Ma agli altri ciò non è evidente, le mille sfumature che io sono forse non sono visibili ad occhio nudo: servono occhiali speciali, con lenti interessate a vedere davvero.
Mi rileggo e capisco che sono io.
Allora, come mai...?

mercoledì, 26 ottobre 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 14:48
category: pensieri, diario, frammenti
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Ho quindici anni.
Li ho davvero.
E mi siedo sul divano, in mezzo a confidenze tra amiche, (da quanto non ho un'amica? un'amica donna, intendo... saranno giusto quindici anni..), e cucino torte cioccolata e cocco, interpretando la parte di un'anziana zietta che coltiva erba in giardino e poi la vende (per una giusta causa, però!!), ... com'era il nome? ... sì, Grace... potrei essere Grace, su quel divano ( è vero: sembro una bimba, ma sono grande...), ed ascoltare lei e anche me, e spargere consigli a tutte e due, ma i consigli non sono erba, non crescono così... allora, eccomi in un'altro salotto, forse una camera, e lì sono la sorella, quella vera, con tanto di diplomino da appendere al muro, come garanzia della mia bravura, o piuttosto, della mia sollecitudine che si deve mordere la lingua per non intervenire in modo troppo sorellesco....
Ora ho trentacinque anni. Ad honorem, come la laurea, e piango dentro un bicchiere di birra, rovinandola irrimediabilmente, come spesso mi accade di fare, nel mio muovermi tra le persone. E mentre, per la prima volta, il fratello di parole pronuncia il mio nome, mi sento tanto io, da provare dolore nella gioia.
Ora ho abbastanza anni da entrare in una stanza illuminata solo dal chiarore rosato delle candele. Abbastanza anni e abbastanza coraggio, e la notte scende coprendo tutto, ma non il cuore. Quello è sempre esposto e nudo nel mio essere senza passato e senza presente, solo con gli abiti di oggi e il passo leggero di chi non fili al polso.
 
La notte è lunga, le candele si sono consumate e l'alba ha illuminato i miei duecento anni, quelli vissuti ieri.
E oggi? Di nuovo quindici anni.

lunedì, 03 ottobre 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 14:13
category: pensieri, nonsense, frammenti
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La finestra dà sul mare.
La camicia di seta è azzurra, come immagini i miei occhi quando mi pensi camminare nei tuoi sogni.
Apro e mi affaccio per respirare l'aria fresca della sera: dopo uscirà la luna e noi la lasceremo entrare. Dalla cucina arriva la tua voce: mi vuoi lì vicina e vuoi che ti guardi mentre cucini per me.
Hai messo un cd, una antologia degli Eagles, e il vino è dentro al secchiello del ghiaccio. Lo verso per tutti e due e ne bevo un sorso prima di baciarti... Muller Thurgau e labbra morbide.
Il suono del campanello ci interrompe...

Mi sollevo e butto la sveglia. Sono le sette ed è ora di alzarsi.

mercoledì, 28 settembre 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 17:04
category: pensieri, diario, frammenti
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Solo una breve appendice al post precedente.
Preciso che nessuno ha mai osato dirmi "poverina.."  Avrebbe ricevuto uno sguardo fulminante, un ringhio e un morso, in quest'ordine esatto.
Di solito mi dicono tutti: " ...ma come stai bene!..."
E detesto anche questo, comunque. E questo dice quanto io sia intrattabile in questi giorni. E nessuno osi dire che sono quei giorni, perché lo morderei  E non è vero che lo sono.
Si tratta di ben altro.
E, per Jame:
so bene che nessuno riesce a ridere tutta la vita, e che dopo la notte torna il giorno. Credevo di averlo detto io, per prima. E tu sai benissimo che lo so. I miei righi non ti sono estranei.
Ma non farci caso: sono anche molto polemica

martedì, 27 settembre 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 11:09
category: pensieri, diario, frammenti
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Sono di pessimo umore.
Senza esserlo davvero.
Sono arrabbiata con il mondo intero, ma sorrido ancora a tutti.
Vorrei chiudere gli occhi e non riaprirli più, in un annullamento totale della mia anima e arrivare là dove dovrei essere e prendere di nuovo quella mano, l'unica, tra le mie.
Ma so che starò qui ancora per almeno trent'anni.
Qui su questa altalena di sentimenti ed emozioni contrastanti, qui con le due parti dello stesso biscotto, le due parti uguali ma con colore diverso.
E mostrerò sempre quella chiara, quella che tutti vogliono vedere, mentre la parte scura, al cacao amaro, rimane rivolta sul fondo del piatto.
In questi giorni sento che la parte scura prende il sopravvento sull'altra, e vorrei poter scagliare un vaso contro il muro e urlare con le persone, tanto a me tutto è concesso, se la caverebbero dicendo:
"... poverina..."
E credo di non farlo, solo per non vedere la compassione negli occhi altrui. La detesto, mi fa venire la nausea, e detesto chi la prova, non sapendo provare alcuna altra emozione.
In verità, però, non lo faccio perché non potrei: io sono quella che se la cava sempre, no? Io sono quella forte, che può affrontare tutto e ne esce a testa alta. Ottimo! Continuate a credere alla favole, e a vedermi così in forma. Guardate solo la parte chiara del biscotto e sorridete felici del mio essere così.
No, non lo faccio perché voglio sempre guardarmi allo specchio e ritrovare la persona che mi piace vedere.
Solo questo.

giovedì, 22 settembre 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 14:15
category: pensieri, diario, frammenti
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Il lucidalabbra si chiama Mango, e subito le labbra acquistano un aspetto goloso. Metto gli occhiali neri avvolgenti, quelli da cattiva, e guardo le persone con uno sguardo fulminante, ma loro non sanno che è più dolce di come sarebbe se mi togliessi gli occhiali...
I pantaloni sono ancora quelli di lino, ma la maglia ora ha le maniche lunghe, e le ballerine nere hanno fatto la loro ricomparsa, legando i lacci intorno alla mia caviglia.
Nella macchina il profumo si scalda al calore del sole, ma non è più quello di frutta estiva. Sono ritornata al profumo speziato di fiori.
Lungo la strada fiori gialli in ogni sfumatura, come scrivevo in una lettera dell'autunno scorso..
Tutto ritorna, come i cicli della Vita e della natura.
Certe cose, però, durano meno dello spazio di un profumo.

mercoledì, 14 settembre 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 14:24
category: pensieri, diario, frammenti
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ovvero
Franco Battiato in concerto
 
All'andata lunghe pennellate rosa e nuvole bianche gonfie come meringhe, in un cielo finalmente di nuovo azzurro, ci portavano verso la poesia e l'emozione.
In ritardo lui entra sul palco, chiamato a gran voce,  con la sua aria di poeta emaciato del secolo scorso, e la sua apparente fragilità, poi sorprende con improvvisi saltelli e un sorriso dolcissimo, mentre canta con un'energia sorprendente.
La musica passa direttamente dall'altoparlante al mio cuore e battono insieme, fino a togliermi il respiro, mentre canto con parole che non pensavo di conoscere a memoria, e che mi ricordano lunghi viaggi con le valigie nel bagagliaio, sotto un cielo azzurro di promesse.
 
Passammo l'estate
su una spiaggia solitaria
e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto
e sulla sabbia un caldo tropicale
dal mare.
E nel pomeriggio
quando il sole ci nutriva
di tanto in tanto un grido copriva le distanze
e l'aria delle cose diventava
irreale.
 
Mare mare mare voglio annegare
portami lontano a naufragare
via via via da queste sponde
portami lontano sulle onde.
 
Tutti saltano e cantano battendo la musica con le mani e Franco ricambia con la sua Arte e penso che se c'è una cosa che potrei invidiare è questa capacità degli artisti di dare emozioni. Questa è una cosa che vorrei per me, anche se non da un palco, almeno lo vorrei fare scrivendo e affabulando con emozione i miei ipotetici lettori. Ma ho ancora tanti anni, per provarci...
 
La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un'altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
 
Al rientro solo stelle mute nel cielo blu.
L'emozione toglie le parole a volte. 

venerdì, 12 agosto 2005
aromatizzato da zenzerocandito @ 15:40
category: pensieri, frammenti
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Il silenzio di una stanza racchiude le parole che i muri hanno sentito, racchiude le emozioni che hanno respirato lì dentro e gli abbracci sospirati.
Entro e li respiro come allora. Fa quasi male, ma è un male dolce, tranquillo, senza ansia: un male inevitabile, quasi necessario.  
Il passato e il futuro che si rincorrono e cercano di annullarsi l'uno nell'altro.
Respiro piano ed esco, chiudendomi la porta alle spalle.
Metto in tasca la chiave. Per i momenti di silenzio necessario.